L'unicità ternana:
le ragioni del progetto.
In
questo contesto l'eccezionalità di Terni, come caso per molti
aspetti unico in Europa, va rivendicata ed esaltata. Tale unicità
si basa su elementi che, per quanto noti, è opportuno ricordare
e sottolineare: · l'esperienza manifatturiera ternana è frutto
di una stratificazione di realtà produttive che risale al periodo
preindustriale. Nel primo cinquantennio dell'Ottocento, infatti,
nascono i primi opifici che rispondono a criteri per quanto
embrionali di modernità nel settore tessile, mentre si sviluppa
una produzione siderurgica diversa da quella del passato, per
quanto per molti aspetti legata a forme organizzative e a tecnologie
ancora preindustriali. A ciò si correlano opere di ripristino
e di ampliamento della antica rete dei canali molti dei quali
risalenti all'età romana e medioevale; · tale realtà, che fa
di Terni - negli anni sessanta dell'Ottocento - il primo centro
manifatturiero umbro, conosce modificazioni traumatiche nei
decenni che vanno dalla metà degli anni ottanta del XIX secolo
agli anni trenta del Novecento. In questo cinquantennio alle
esperienze tessili e siderurgiche si affiancano quelle chimiche
ed elettriche. Le nuove opere di canalizzazione, ed in genere
di sfruttamento del potenziale idrico, modificano in modo visibile
gli equilibri territoriali ed il paesaggio. Le grandi fabbriche
trasformano l'ambiente circostante ed il contesto urbano. La
conca ternana nel suo insieme viene fortemente segnata da questo
processo. L'industria trasforma profondamente gli ecosistemi,
modifica il paesaggio, muta gli assi gravitazionali della città
e delle realtà urbane circostanti, modifica lo stesso corso
dei fiumi; · accanto alla fabbrica si sviluppa quindi un reticolo
abitativo fatto di case e villaggi operai, di strutture assistenziali,
di scuole e centri di formazione, ecc..... che determina il
nuovo volto della città e del territorio che su essa insiste;
· l'attività produttiva, oltre ai segni fisici che lascia sul
territorio, determina anche la produzione di una abbondantissima
documentazione materiale, fotografica, cartacea, iconografica
e cinematografica. Si va dagli archivi tradizionali ai resti
dei cicli produttivi, ai macchinari, ai modelli di fonderia,
Si tratta di un patrimonio spesso dimenticato e in abbandono,
ma di importanza fondamentale per la storia dell'industria e
dell'impresa in Italia. I dati, ricordati in precedenza, evidenziano
l'importanza di un'opera di tutela, conservazione e valorizzazione
di un patrimonio unico che rischia altrimenti di andare perduto.
Ciò pone come urgente e prioritario l'obiettivo di costituire
un museo a cielo aperto che sia contemporaneamente strumento
operativo di un percorso di consapevole conservazione dei monumenti
dell'industrializzazione, ma anche momento di attività permanente
di riflessione sulla cultura industriale e sulle sue testimonianze,
vero e proprio istituto culturale di valenza nazionale ed internazionale.
Il progetto obiettivo del "Museo a cielo aperto" dell'Archeologia
e del patrimonio industriale dovrà entrare a fare parte e costituire
un punto forza del "Sistema Museale" a rete della Regione dell'Umbria,
con il quale dovrà interagire ed interloquire, contribuendo
in tal modo ad accrescere l'offerta culturale complessiva della
nostra Regione. I lavori per l'installazione ed il montaggio
della grande pressa da 12.000 t a Piazza Dante, in Terni, che
sono in avanzato stato di realizzazione, i progetti - percorsi
urbani e la rete di "antenne" di Archeologia Industriale diffuse
sul territorio, rappresentano esperienze significative e segni
concreti di un work in progress verso la costruzione del sistema
Museo dell'Industria, dell'Eneria e del lavoro. E' pertanto
in primo luogo alla Regione dell'Umbria, ai Comuni di Terni
e di Narni, alla Provincia di Terni, che intendiamo offrire
e sottoporre all'esame questa proposta di progetto, la cui valenza
trascende lo stesso ambito locale e regionale.