La consapevolezza che l'area ternana costituisca uno dei più importanti siti archeologico - industriali presenti in Europa, un potenziale "museo a cielo aperto" di eccezionale valore, data ormai da molti anni. Su tale base si è sviluppata un'ampia azione di ricerca, valorizzazione e progettazione, si sono costruite esperienze, non sempre mirate e corrette, di riuso. Si è trattato di un processo a strappi, in cui si sono alternate iniziative e colpevoli dimenticanze, recuperi e distruzioni. La nuova realtà oggi maturata in Europa a livello di salvaguardia, difesa e valorizzazione dei beni culturali; la ripresa d'interesse intorno alle tematiche relative al patrimonio industriale; la accettazione del fatto che esso entri a pieno titolo nel territorio dei beni culturali; l'importanza attribuita al fatto che i beni archeologico-industriali e i siti dismessi siano da considerare un bene da salvaguardare e non da distruggere; la mole dei finanziamenti disponibili, tutto ciò ripropone con forza le questioni relative al patrimonio industriale, consente di riprendere con maggiori incisività che nel passato un percorso e un'esperienza, capitalizzando le acquisizioni scientifiche e culturali solidificate in tale settore dalla seconda metà degli anni settanta ad oggi.