L'ATTIVITÀ DI FORMAZIONE
di Nicola Crepax e Andrea Tropeoli

 

La Scuola di Villalago ha rappresentato in questi cinque anni un caso unico in Italia e con ogni probabilità anche in Europa.

Giovani laureati in economia, in lettere, in storia, in matematica, in scienze politiche, in legge, in scienze della comunicazione, hanno studiato l’impresa, guidati da un gruppo di docenti, economisti e storici coinvolti nel perseguimento di un unico progetto culturale. Questo progetto è stato fondato su una visione dell’impresa considerata come l’esito di un processo evolutivo determinato sia all’interno dell’impresa stessa, sia nel suo interagire con l’ambiente esterno, a sua volta, formato da altre imprese oltre che da soggetti sociali e istituzionali.

L’obiettivo dei ragazzi che ogni anno, per cinque mesi, si sono succeduti a Villalago di Piediluco è stato duplice: da un lato compiere un primo passo nel mondo della ricerca economica e storica; dall’altro acquisire una formazione di tipo nuovo per una carriera manageriale fondata sulla capacità di elaborare strategie d’impresa connettendo la rappresentazione dei problemi alle incertezze determinate dallo sviluppo storico e alla complessità degli ambienti di riferimento.

L’iniziativa della scuola è nata da un’idea di Franco Amatori, professore ordinario all’Università Bocconi e presidente della European Business History Association. Nei boschi delle colline della Valnerina, una classe di venti studenti si è confrontata con docenti che, pur avendo la propria sede di lavoro in diverse Università italiane, erano parte di un unico network intellettuale tra i più vivaci nell’accademia italiana e sulla frontiera della ricerca scientifica internazionale.

Gli insegnamenti dell’area economica sono stati coordinati da Mario Amendola, professore ordinario dell’Università "La Sapienza" di Roma.

In questi anni nell’aula rossa al primo piano di Villalago si sono succeduti docenti prestigiosi nella propria disciplina: da Paolo Sylos Labini a Marcello Messori, da Sergio Bruno a Mauro Gallegati, da Giorgio Rodano a Gianni Toniolo, da Cristiano Antonelli a Marcello De Cecco.

In occasioni speciali, legate a iniziative convegnistiche o seminariali, le ragazze e i ragazzi hanno avuto l’occasione di abitare la villa assieme a professori molto noti sulla scena internazionale che hanno partecipato con impegno all’attività didattica della Scuola. Sono stati a Villalago: personaggi del calibro di William Baumol, Nathan Rosenberg, David S. Landes, Louis Galambos.

La prospettiva utilizzata nei diversi interventi disciplinari è stata uniformata a una concezione dell’impresa considerata quale il frutto del contesto storico e dell’ambiente in cui essa opera. A questa impostazione si sono rifatti gli insegnamenti di economia e di teoria d’impresa, di storia dell’impresa e di storia economica, di teorie organizzative, di relazioni industriali e di storia del lavoro, di fonti e metodi per la ricerca storica e di contabilità e bilancio.

Gli studenti, che avevano tutti meno di 27 anni, erano laureati da poco tempo. La Scuola ha costituito per loro un’occasione per completare e riprecisare le competenze acquisite durante la frequenza ai diversi corsi di laurea. I laureati in materie economiche hanno avuto l’occasione per porre le proprie abilità all’interno di un contesto popolato da imprese considerate in chiave processiva. I laureati nelle materie umanistiche hanno avuto la possibilità di affrontare per la prima volta gli studi di impresa seguendo un approccio che consentiva loro di mettere in gioco anche le proprie specificità culturali. La "fertilizzazione" compiuta vicendevolmente tra i due ambiti disciplinari ha costituito il migliore risultato della Scuola.

Durante i mesi passati insieme a Villalago gli studenti hanno avuto l’occasione di riflettere e discutere con i docenti in merito alla congruità delle proprie aspettative rispetto al mercato del lavoro. Il livello della docenza, davvero inusuale, anche considerando master organizzati dalle più prestigiose Università italiane, ha consentito loro di elaborare strategie personalizzate per affrontare l’ingresso nel mondo del lavoro. Ogni ragazza e ogni ragazzo ha avuto la possibilità di costruirsi un proprio percorso, mai banale e sempre fondato sulle sue qualità, in vista della propria occupazione futura. Spesso questo ha comportato una radicale rimotivazione degli studenti circa il settore di attività, il ruolo da occupare nell’impresa, la necessità di ulteriore formazione.

Rigore, serietà, impegno e dedizione hanno contraddistinto i mesi di studio del periodo residenziale, il quale ha costituito la premessa per uno stage di quattro mesi.

In considerazione del carattere del corso anche gli stage sono stati realizzati all’interno di una gamma molto vasta di tipologie. Numerosi sono stati realizzati all’estero, in imprese o istituzioni universitarie quali la Harvard University o la University of Reading (UK). La maggioranza degli stage si è svolta in grandi aziende industriali o bancarie in cui i giovani hanno avuto la possibilità di affermarsi grazie alla particolarità della formazione di base perfezionata alla Scuola. Molti hanno invece deciso di tentare la via della ricerca e degli studi: hanno vinto concorsi di dottorato di ricerca in Italia e all’estero e stanno pubblicando i loro primi lavori.

La recente riforma dei cicli universitari, con l’istituzione di lauree di base triennali e lauree specialistiche, ha imposto un complessivo ripensamento della Scuola. L’obiettivo per i corsi che saranno attivati in autunno sarà quello di integrare la straordinaria esperienza maturata in questi anni con il nuovo ordinamento universitario. Non sarà una sfida semplice. Infatti, la nostra Scuola in questi anni è progredita, sfruttando a pieno le prerogative che le provenivano dall’assoluta autonomia dal sistema universitario. Le materie, i programmi e i docenti sono stati scelti esclusivamente sulla base della congruità con il progetto culturale della Scuola. L’integrazione che si vuole perseguire con l’Università, e quindi con il sistema dei crediti, dovrà salvaguardare l’autonoma capacità di proposta scientifica e didattica della nostra Scuola.

Solo per questa via potremo mantenere Villalago al centro di un network scientifico internazionale e consentire agli studenti che accederanno ai nostri corsi di compiere un programma di studi originale e che si è rivelato straordinariamente efficace per consentire loro di entrare, da protagonisti, nel mondo del lavoro.

L’esperienza, le aspettative

Il corso per Esperto in Economia e Storia d’Impresa si svolge dal 1996 con carattere di corso residenziale, un corso cioè che offre agli studenti che lo frequentano, la possibilità di risiedere stabilmente presso la sede di svolgimento delle attività. Questo aspetto, oltre a risolvere problemi logistici a quanti arrivano da fuori Terni, offre loro la possibilità di "vivere" l’esperienza del corso a tempo pieno, approfittando della presenza dei docenti, che offrono, anche in occasioni informali, il loro bagaglio di esperienza per ciò che concerne la ricerca, la carriera universitaria, le informazioni che permettono agli allievi di orientarsi in un ambito lavorativo piuttosto che in un altro. Informazioni preziose, che provengono da un osservatorio previlegiato, quello universitario appunto, che spesso è in grado di anticipare problemi e tendenze del mercato del lavoro. Un altro vantaggio della residenzialità è senz’altro quello legato alla possibilità per gli studenti di lavorare insieme e scambiarsi le proprie conoscenze in ambiti, come quello dell’economia e della storia, che spesso corrono su corsie parallele. Il corso, infatti, è aperto a tutte le lauree, senza preclusioni che non siano date dalla scarsa volontà di mettere "in discussione" – se vogliamo – il precedente percorso universitario, dichiarandosi disposti ad ampliarlo con conoscenze che, in un primo momento, possono anche apparire non congruenti con scelte fatte al momento dell’iscrizione al primo anno di Università, mala cui acquisizione, alla luce dei fatti, il mercato del lavoro negli ultimi anni è disposto a premiare concedendo spazi e possibilità. Gli allievi provengono da diversi percorsi di studio, che si possono comunque dividere equamente tra lauree in materie economiche e discipline umanistiche, con alcune eccezioni date, ad esempio, da lauree in matematica e scienza della comunicazione. Le aspettative degli studenti sono molte, presenti in forma più o meno chiara fin dall’inizio del corso. È interessante vedere come queste si concretizzino nei colloqui con i docenti dopo le lezioni, nelle serate a Villalago o a tavola.

in-36.jpg (205107 byte)Il lavoro che viene svolto dal coordinatore e dal tutor del corso è proprio quello di organizzare, dare corpo, mettere a fuoco ciò che gli studenti vogliono fare nel periodo di stage che segue la parte teorica del corso che si svolge nei cinque mesi di lezioni a Villalago.

Gli stage, infatti, sono carichi di aspettative per i ragazzi, che si attendono un rapido inserimento nel mondo del lavoro, magari proprio attraverso l’assunzione presso la stessa azienda o ente. Ciò non è sempre vero.

Il periodo di tirocinio è un momento importante, il primo in cui lo studente incontra il mondo del lavoro in tutti i suoi aspetti e mette alla prova alcune capacità che nulla hanno a che fare con gli esami universitari o lo studio. Ma deve essere visto soprattutto come un momento in cui si verificano (appunto) alcune capacità che si pensa di avere, come ad esempio cosa significa lavorare in un determinato ambiente, confrontandosi anche con le aspettative degli altri, dei colleghi e del "datore di lavoro", anche se, è bene precisarlo, lo stage non è un’esperienza di lavoro vera e propria.

Nei colloqui si cerca perciò di capire bene cosa interessa allo studente, che tipo di esperienza vuole fare, anche al di là del nome della sede di stage che può sì, arricchire il suo curriculum, ma non essere adatta al tipo di formazione a cui punta.

Il passo successivo è il contatto con la sede dello stage, la presentazione del candidato e lo svolgimento di tutte le procedure che il regolamento sui tirocini di formazione e orientamento del 1998, attuativo dei principi fissati dall’articolo 18 della legge 196/97, ha reso più facili e chiare.

Il regolamento ha infatti semplificato molto il rapporto con le aziende e le altre sedi di stage, ha dato chiarezza di contenuti al periodo di stage e ai reciproci diritti e doveri tra il soggetto che propone lo stage e chi ospita lo studente.

in-41.jpg (222492 byte)Gli allievi in questa fase sono coperti dalle assicurazioni previste dalla legge – e predisposte dall’ICSIM – e hanno una borsa di studio che il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto ha quantificato in una parte fissa per tutti e in una variabile in relazione alla distanza della sede dello stage dalla città di residenza.

Facendo un consuntivo dell’attività di questi anni, parlando in termini di sbocchi occupazionali verificatisi dopo la fine del corso – e qualche volta anche prima della fine del percorso formativo biennale – registriamo che quasi tutti gli studenti del corso in economia e storia d’impresa hanno trovato un posto di lavoro, con caratteristiche di stabilità, entro l’anno dalla fine delle attività formative. Il dato è senz’altro importante, come pure è importante il riscontro che vede gli allievi occupati all’interno di aziende, enti o istituti di ricerca, in funzioni e responsabilità strettamente attinenti il loro percorso formativo.

Un altro riscontro che abbiamo potuto effettuare è quello che, contrariamente a quanto si poteva pensare, non è solo il Nord dell’Italia che ha assorbito queste nuove professionalità, ma soprattutto il tessuto produttivo del Centro e del Sud.

I dati possono essere giudicati, crediamo, positivamente. Restano comunque le aspettative di chi si avvicina alla formazione, e in particolare modo all’alta formazione, di poter acquisire conoscenze che diano la possibilità di leggere meglio la realtà del lavoro che si vorrebbe fare e resta l’impegno di chi fa formazione di continuare a studiare il mondo del lavoro, anche e soprattutto attraverso la ricerca nei suoi aspetti più avanzati, al fine di adeguare continuamente la propria offerta.

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Alcuni docenti dei corsi dell’ICSIM

Franco Amatori, Mario Amendola, Cristiano Antonelli, Pier Giorgio Ardeni, Carlo Bardini, Stefano Bartolini, William Baumol, Giorgio Bigatti, Sergio Bruno, Paola Carucci, Marcello De Cecco, Andrea Colli, Renato Coriasso, Renato Covino, Nicola Crepax, Giovanni Federico, Alga Maria Foschi, Louis Galambos, Mauro Gallegati, Renato Giannetti, Andrea Giuntini, Guido Guerzoni, Bruna Ingrao, David S. Landes, Claudio Leporelli, Raoul C.D. Nacamulli, Maria Luisa Petit, Mauro Magatti, Paolo Mario Piacentini, Angelo Pichierri, Giandomenico Piluso, Ruggero Ranieri, Rocco Reina, Raimonda Riccini, Giorgio Rodano, Nathan Rosenberg, Andrea Saba, Enrico Saltari, Paolo Sylos Labini, Gianni Toniolo.

 

Alcune delle aziende che hanno ospitato gli stagisti o hanno collaborato con l’ICSIM

Acciai Speciali Terni, Acciaierie Bertoli Safau, Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, Banca Commerciale Italiana, Banca d’Italia, Banco di Sardegna, Birra Peroni Industriale, Cliomedia Officina, CSM, Dalmine, Dow Chemical, Einaudi, Eraclit-Venier, Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Fondazione Assi di Storia e Studi sull’Impresa, Fondazione Nenni, Galbani, Giunti, Gruppo Danone, Harvard University, IG Metall, Il Mulino, Ipalmo, IPM System, ISA, Italaquae, Keen, Kemon, La Molisana, Marsilio, Nestlè Perugina, Odeon TV, Pramac Industriale, Sidenor, Siderurgica commerciale Pacini srl, Società delle Fucine, Sommer, Techint, Trafilerie San Paolo, Unido, University of Reading, Star, Studio Ambrosetti, Svimez, Tiscali, Whirlpool Europe.


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