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n. 11 / 2009
studio, ricerca,
formazione
economia, storia, cultura di impresa
© ICSIM "Franco Momigliano" |
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di Renato Covino
Esce
nuovamente, dopo due anni di assenza, “ICSIM News”, la news letter
dell’Istituto per la Cultura e la Storia d’Impresa «Franco Momigliano» di
Terni. L’ultimo numero era uscito dopo il XIII Congresso Mondiale del TICCIH,
tenutosi a Terni nel settembre 2006, uno sforzo organizzativo di grande
portata dell’ICSIM, che aveva visto presenti in Umbria 450 studiosi di
archeologia industriale di 39 paesi. Da allora l’Istituto è stato impegnato
in un faticoso lavoro di ridefinizione del proprio ruolo.
Nato come struttura di alta formazione nelle discipline storiche ed
economiche, con la mission di definire una diversa figura di quadro e di
manager d’imprese con un ampio bagaglio teorico e di conoscenza del passato,
esso si è trovato – come altre strutture del settore – a dover fare i conti
con i mutamenti intervenuti nella formazione, con le nuove regole definite
per il comparto a livello europeo, improntate ad una visione sempre più
specialistica ed orientata immediatamente all’impiego.
È stato un processo che ha investito non solo l’alta formazione
postuniversitaria, ma anche le strutture universitarie e che, in nome di una
discutibile modernizzazione, ha portato agli esiti attuali, non sempre
positivi, quasi mai esaltanti dal punto di vista dei risultati.
Oggi l’ICSIM continua a fare formazione, ma in modo diverso dal passato e
ciò implica una diversa composizione delle attività. Hanno acquisito un peso
diverso e maggiore le attività di divulgazione, le tematiche del patrimonio
archeologico industriale inteso in senso ampio, i progetti europei,
l’attività convegnistica. Tutto ciò ha implicato anche una ridefinizione
degli strumenti di comunicazione e di informazione.
“ICSIM news” era un modo per diffondere i contenuti di una attività che si
svolgeva su tempi medi e lunghi, su cadenze predeterminate e con tipologie
definite. Ciò consentiva una periodicità rarefatta e la forma a stampa,
indirizzata ad un bacino di utenza per molti aspetti limitato e definito.
Oggi l’attività dell’Istituto è molto più articolata, si svolge su tempi più
contratti e si presenta come una composizione di iniziative, eventi e azioni
diversificate che presuppongono un tipo diverso di informazione, che
anticipa più che fornire un rendiconto dei fatti. Non basta, l’ICSIM, pur
mantenendo le sua fondamentali radici nella regione, pur restando una
struttura al servizio dei suoi soci, è ormai parte di una rete
internazionale e nazionale di strutture analoghe che si collocano in un
campo dove divulgazione, ricerca, formazione e azioni di promozione della
cultura dell’impresa e dell’industria si intrecciano profondamente. Era
quindi necessario anche dal punto di vista informativo, dei veicoli di
comunicazione, un cambiamento degli strumenti. È questo che porta a questa
nuova serie delle news, diffuse non più a mezzo stampa, ma attraverso la
rete informatica, con l’ambizione di riuscire a fornire notizie sulla nostra
attività in tempi più rapidi e materiali di riflessione ad un pubblico più
ampio di quello al quale riuscivamo in precedenza a rivolgerci. È questa una
via che centri, istituti, fondazioni, associazioni che svolgono un’attività
simile alla nostra hanno già percorso o si accingono ad intraprendere, che è
in parte obbligata dalla dimensione e dalle problematiche del nostro lavoro.
Questo numero di “ICSIM News”, d’altro canto, spiega bene il perché di tale
scelta: riflessione e ricerca specialistica si coniugano con iniziative di
dibattito, convegni, iniziative formative, attività di promozione del
patrimonio industriale in un trama complessa che coinvolge molti pubblici e
numerosi interessi. Da questo punto di vista è opportuno che la diffusione
sia la più ampia possibile, entri in rapporto con bacini diversi di utenza
spesso non facilmente individuabile. La diffusione in rete risolve molti di
questi problemi e potenzia l’informazione su quello che siamo diventati e di
ciò che facciamo. È questo un provvisorio punto d’arrivo che parte dalla
consapevolezza dell’originalità della nostra esperienza, del suo carattere
per molti aspetti unico e, d’altro canto, dal fatto che esiste la necessità
di costruire legami, rapporti, interconnessioni con altre esperienze
italiane e non, cercando di uscire da nicchie che per quanto vitali
rischiano di perdere la loro capacità dinamica. Ciò pone un ulteriore tema:
quello del ruolo dell’Istituto nel prossimo futuro e delle capacità
d’innovazione di cui deve essere capace per riuscire a mantenere una sua
utilità per la comunità regionale. Vale per una piccola realtà come la
nostra quello che vale in generale: senza uno sforzo continuo di pensare,
progettare e proporre il nuovo non resta altro, in tempi difficili come
quelli che viviamo che riproporre vie già sperimentate e, alla fine,
ripiegare sulla ripetizione del già visto: l’esatto contrario di ciò che è
necessario.
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