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Per rendere
omaggio alla memoria di Gino Papuli, tecnologo e umanista, unico
socio onorario italiano dell’ICSIM (Istituto per la Cultura e la
Storia d’Impresa «Franco Momigliano»), scomparso il 19 giugno
scorso, dal sito dell’Istituto (www.icsim.it) è disponibile il
download gratuito de La macchina e il monumento. La grande pressa
di Terni. Il volume, contenente parti del libro La pressa in
piazza (Ed. Thyrus, Terni 1999), era stato pubblicato nel 2006,
per iniziativa dell’ICSIM (in collaborazione con l’editore CRACE),
in occasione del XIII congresso del TICCIH (organismo
internazionale consulente dell’UNESCO per le problematiche del
patrimonio industriale).
Gino Papuli fu tra i primi studiosi a interessarsi del destino
delle macchine e degli impianti industriali che andavano incontro
alla dismissione, dimostrando come fosse opportuno mantenerne
quantomeno la memoria. Nei decenni successivi questo tipo di
approccio divenne una vera e propria disciplina scientifica, la
cosiddetta archeologia industriale: Gino Papuli fu il primo
docente universitario di questa materia, chiamato a insegnare per
chiara fama all’Università di Lecce.
Il volume in questione descrive il lungo processo che ha portato
la grande pressa delle acciaierie di Terni da importante macchina
del ciclo produttivo di quello stabilimento a monumento dinanzi
alla stazione della città, chiarendo sia le difficilissime
questioni tecniche e ingegneristiche, sia le diverse ipotesi di
valorizzazione della macchina che furono discusse prima di
smontarla e spostarla.
Il libro è considerato un contributo fondamentale alla tutela del
patrimonio industriale, poiché le idee in esso contenute e le
pratiche descritte sono da considerarsi di portata generale, un
riferimento per ogni studioso che voglia confrontarsi con le
questioni di salvaguardia e tutela dei beni della civiltà
industriale.
Il testo offre una lettura coinvolgente e ricca di umanità, come
era nelle abitudini di Gino Papuli, grande divulgatore
scientifico, che mai dimenticava l’importanza delle relazioni
umane, un esempio di competenza e signorilità apprezzato e stimato
in tutto il mondo, che ha illustrato la storia recente del nostro
Paese.
(4 LUGLIO 2008)
Gino Papuli
La macchina e il monumento
La grande pressa di Terni
The machine and the monument
The big press of Terni
All'inizio del 1999 nella piazza della stazione ferroviaria di
Terni è stata collocata una enorme vecchia macchina come emblema
dell'industrializzazione del territorio e come testimonianza
dell'apporto di ingegno e di lavoro della comunità locale. Si
tratta di una pressa idraulica per fucinare l'acciaio, che ha
lavorato dal 1935 al 1993 nella Forgia delle Acciaierie ternane.
L'averla preservata dalla distruzione alla fine della sua vita di
lavoro costituisce uno dei risultati più eminenti di salvaguardia
dei grandi beni archeo-industriali. La storia di tale
musealizzazione è narrata nelle pagine di questo libro.
At the beginning of 1999 an enormous old machine was placed in
the square in front of the railway station as a symbol of the
industrialization of the territory, bearing witness to the
contribution of intellect and work by the local community. It is a
hydraulic press for steel forging that was in use from 1935 to
1993 in the Terni Steelworks Forging Shop. The preservation from
destruction at the end of its working life represents one of the
most significant results in the safeguarding of important
industrial-archaeological heritage. The story of its musealization
can be found on the pages of this book.
Recensione al volume
di Gino Papuli
“La macchina e il monumento. La grande pressa di Terni”
The machine and the monument. The big press of Terni
apparsa nella rivista "TICCIH Bullettin" n. 34, autumn 2006:
"How the
great Terni steam hammer mentioned earlier in the Bulletin was
dismantled, restored and re-erected is explained in Profesor
Papuli’s bilingual booklet, which associates the Terni hammer with
other monumental pieces of machinery such as the Schneider steam
hammer which occupies a roundabout in Le Creusot, France". |