|
ABSTRACT Compatibilità tra sviluppo sostenibile e nuovi cicli per la produzione dell'acciaio Negli ultimi decenni si è assistito in tutto il mondo ad un cambiamento del clima consistente generalmente in un aumento di temperatura causato a sua volta da aumento della concentrazione della CO2. In questi anni, in conseguenza di ciò, vi è stata un’azione sempre più pressante di Società ambientalistiche per diffondere tali informazioni e per richiedere ai Governi leggi in difesa dell’ambiente ovvero a favore di diminuzioni di emissioni di CO2. Nell’ecosistema globale, mondiale, si sono instaurati, dopo gli “anni degli sprechi” cicli delle principali sostanze che lo stanno portando verso l’instabilità. Si è costretti quindi a dover iniziare a pensare ad uno “sviluppo sostenibile” per il quale il consumo di energia, ovvero la CO2 prodotta sia sotto controllo. A seguito della Conferenza Mondiale di Rio de Janeiro del Giugno 1992, recentemente nell’ultima Conferenza Mondiale di Kyoto (Dicembre 1997) è stato approvato un Protocollo, contenente le prime decisioni sull’attuazione operativa, per i paesi industrializzati e quelli ad economia in transizione, degli impegni più urgenti e prioritari. In particolare, tali paesi, devono ridurre nel 2010 del 5 % le principali emissioni di quei gas capaci di alterare l’effetto serra (anidride carbonica, metano, protossido d’azoto, fluorocarburi idrati, perfluorocarburi e esafluoruro di zolfo) ovvero riportare le relative emissioni nel 2010 ai livelli del 1990 per i primi tre gas e a quelle del 1995 per gli altri tre gas. In questo lavoro sono presentate alcune tecnologie innovative per i cicli siderurgici sviluppate dal Centro Sviluppo Materiali (CSM) per andare incontro alle suddette richieste di diminuzione delle emissioni della CO2. La prima è una nuova tecnologia chiamata “CleanSMelt” per la produzione di ghisa partendo direttamente da minerale di ferro e carbone in polvere. Questa nuova tecnologia permette una riduzione di consumi energetici e quindi di emissioni di CO2 del “20 %” rispetto alla via convenzionale della produzione della ghisa oltre all’eliminazione dei due impianti convenzionali più inquinanti che sono le “cokerie” e gli impianti di “agglomerazione”. La seconda tecnologia chiamata “Strip- casting” è relativa alla produzione di nastro a caldo a partire dall’acciaio liquido che convenzionalmente alimenta la colata continua; con questa si ha un risparmio energetico del 50% rispetto alla via convenzionale. In fine il CSM sta anche sviluppando una nuova famiglia di bruciatori “autorigenerativi a combustione diluita” che permettono riduzioni di consumi energetici del 20 – 30 % e riduzioni notevolmente spinte anche delle emissioni di ossidi di azoto. Occorre quindi, per rispettare gli impegni nazionali ambientali, affrontare azioni in Italia anche per diminuire le emissioni in siderurgia perché il Paese è uno dei grandi produttori d’acciaio al mondo. Da una prima previsione risulta che applicando le nuove tecnologie suddette ad una produzione d’acciaio di circa due milioni di tonnellate all’anno nel 2010 si potrebbe avere una diminuzione delle emissioni inquinanti (CO2) di 3 Mt/a per interventi innovativi a cui si possono aggiungere 2 Mt/a per interventi convenzionali. Il totale delle riduzioni delle emissioni inquinanti (CO2) di 5 Mt/a rappresenta circa il 10% delle emissioni 1996 ed è in perfetto accordo con le direttive di Kyoto. |