ABSTRACT

La rivalutazione del fattore Risorse umane come chiave per il raggiungimento e l'attestamento nell'eccellenza della siderurgia dei paesi ad avanzato sviluppo tecnologico.

L’argomentazione proposta nel titolo, pur essendo specifica ad un settore della siderurgia, ritengo sia comunque, oltre che di una vastità improponibile, se si vuole essere completi, anche, per sua natura, di una complessità, articolazione e multiformità difficilmente riproducibili. Inoltre essendo un tema intrinsecamente legato alla storia degli uomini protagonisti e delle loro decisioni, oltre che alla storia dell’evoluzione del mondo economico degli ultimi decenni, se si volesse “dimostrare” quanto espresso dal titolo bisognerebbe affrontare il tema con metodo ed analisi propri di un approccio storico, e quindi partendo da una ricerca, più o meno dettagliata, di documenti e testimonianze dirette, dalla loro validazione, e insomma, un lavoro d’attenta e neutrale analisi storica di partenza. Lungi da me l’intento di elevare questo piccolo lavoro a dignità di asserzione storicamente dimostrata, trovo spazio in questa introduzione per evidenziare di contro il carattere relativamente soggettivo delle affermazioni che seguiranno e che sviluppano il titolo. Anche se esprime un intento fatto proprio, per quanto ne posso aver fatto esperienza, da molti dirigenti dell’industria e del sindacato, tengo a sottolineare che per quanto mi riguarda, riveste il tono di “auspicabile” per lo sviluppo di questa industria.

Prenderò lo spunto da alcuni cenni e qualche citazione sulla storia e l’evoluzione del fattore Risorse Umane (da qui in poi RU) nelle alterne vicende della siderurgia in Italia per giungere ad identificare alcune motivazioni per una sua attuale rivalutazione ed evidenziarne suoi collegamenti con l’ambiente economico e sociale di oggi (mercato e politiche di sviluppo), con la convinzione che uno sviluppo delle RU non potrà che tradursi in uno dei primi fattori per la competitività delle nostre aziende.

Attraverso alcuni casi si fa poi una descrizione di possibili strumenti e azioni che hanno attuato questa rivalutazione delle RU, se e quanto ha influito e può influire l’ingresso del privato, e come questi strumenti sono inquadrati nelle politiche della UE facendo uso dei mezzi che essa destina nei suoi programmi.

Colgo inoltre qui l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato nella realizzazione di questa mia breve relazione a partire da E. Gibellieri e dal dott. A.Ciglia che oltre a reperire fonti, documenti, materiale bibliografico, mi ha anche fornito sue riflessioni ed interventi; la dott.ssa C. Lussana per tutte le indicazioni storiche e bibliografiche e la documentazione dell’Archivio storico della Fondazione Dalmine; la dott.ssa C. Crepaldi e la dott.ssa F. Gianni per l’attualità sul caso Dalmine, nonché il prof. L. Trezzi direttore uscente del Dipartimento di Storia della Società e delle Istituzioni della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano, unitamente al suo collaboratore dottorando dott. V. Varini per le molte indicazioni bibliografiche ed il tempo dedicatomi.