ABSTRACT
La riqualificazione del personale: Condizione necessaria per la sopravvivenza dell'industria siderurgica del 2000"

La pesante crisi degli anni ottanta, i successivi processi di ristrutturazione accompagnati ai processi di privatizzazioni, i cambiamenti dovuti alla globalizzazione dei mercati e, quindi all’internazionalizzazione delle aziende, hanno indotto il mondo siderurgico ad una metamorfosi che ne ha cambiato radicalmente il volto.

L’abbassamento del livello dei consumi con il conseguente calo dei prezzi ha portato il mercato dell’acciaio a diventare sempre più competitivo ed esigente costringendo, di conseguenza,l’industria siderurgica alla necessità di acquisire, nuovi margini competitivi.

Le aziende, quindi, sono spinte alla ricerca di un continuo miglioramento dei propri prodotti e allo sviluppo di nuovi processi produttivi. L’azione, nel primo campo, è mirata fondamentalmente al miglioramento della “qualità” ed allo sviluppo di nuovi prodotti, in relazione alle richieste ed alle esigenze del mercato.

Per quanto concerne il campo dello sviluppo dei processi produttivi, l’azione è mirata al tentativo di ridurre i costi di produzione, senza andare a discapito della qualità. Ciò porta ad un’ottimizzazione o allo sviluppo di nuovi modi di produrre l’acciaio, cosi da poter operare con sempre minor numero d’addetti.

In quest’ottica ricopre una grossa importanza lo sviluppo di nuove tecnologie impiantistiche che, inserite all’interno delle filiere produttive, renderanno possibile sia una netta diminuzione dei tempi di produzione sia la riduzione dell’energia necessaria a produrre.

I due campi d’azione non vanno analizzati però in modo separato, essi si sviluppano insieme e contemporaneamente, influenzandosi a vicenda.

 Il livello di qualità del prodotto ed il modo in cui è fabbricato, inteso come processo chimico-fisico ed organizzazione del lavoro insieme, nella siderurgia attuale sono strettamente legati.

Perché tale cambiamento sia portato a termine, si rende necessaria la riorganizzazione del processo produttivo, affidando un ruolo decisivo alle risorse umane.

Per rimanere competitivi sul mercato, infatti, occorrerà che i lavoratori, nella prospettiva del raggiungimento della “qualità totale”, tendano ad assumere nuovi ruoli sempre più complessi. Intendendo con ciò la necessità di divenire sempre più padroni dell’intero processo, consapevoli dell’influenza delle proprie operazioni sull’intero ciclo produttivo, e coscienti delle «performance» delle macchine in uso; in altri termini, personale « trough - process »

Per ottenere ciò la nuova forza lavoro dell’industria siderurgica, nel futuro, dovrà presentare un sempre più alto profilo di scolarizzazione.

Gli ultimi vent’anni hanno portato profondi mutamenti all’interno dell’industria dell’acciaio, nei quali si sono verificati cambiamenti radicali nel campo dell’organizzazione aziendale, che hanno condotto ad un’ingente perdita di addetti.

Il presente pone l’industria siderurgica di fronte ad un periodo di transizione nel quale ricopre grande importanza il concetto della riqualificazione del personale residuo, sopravvissuto alla ristrutturazione, tramite processi d’aggiornamento continui delle conoscenze e delle abilità, in modo da difendere il capitale umano dai rischi di una rapida obsolescenza.

Tale cambiamento strutturale porterà necessariamente a forti problematiche di tipo sociale mettendo gli attuali occupati di fronte alla necessità, per non perdere il posto di lavoro, di acquisire una polivalenza che non è né semplice né garantita.