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La privatizzazione della siderurgia pubblica italiana vista dall'Europa di Lupi Intorno agli anni '80 l'avvio del processo di ristrutturazione siderurgica , unitamente alla contemporanea definizione degli opportuni strumenti economico-legislativi prodotti dall'Unione Europea per fronteggiare la situazione di crisi, sono il binomio indissolubile per comprendere il dipanarsi della complessa azione riformatrice intrapresa in ambito comunitario. Un fenomeno epocale, di profondo e radicale cambiamento del quadro di riferimento generale, investì l'industria siderurgica del tempo, mutandone nel profondo il profilo genetico. L'introduzione di forti elementi di novità quali: la diminuzione della produzione di acciaio comunitario ( aggravata dall' importazione a prezzi contenuti da Paesi terzi), la dere-golamentazione, la severa disciplina degli aiuti di Stato, accentuarono lo stato di crisi del comparto siderurgico. I mutamenti strutturali registrati richiesero improrogabili risposte, concretizzatesi in una serie di provvedimenti comunitari. In questo lavoro viene approfondito l'argomento della privatizzazione , trattando in particolare il tema della vigilanza sugli aiuti di stato autorizzati alle imprese siderurgiche del settore pubbblico italiano ( gruppo ILVA) secondo la procedura di cui all' art. 95 del trattato CECA,concessi mediante la decisione della Commissione del 12 Aprile 1994.
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