L’attività professionale in un’azienda siderurgica porta molto spesso all’approfondimento di un’area tematica circoscritta, direttamente attinente al compito operativo a cui una persona è assegnata. Tale focalizzazione è motivata principalmente dalla carenza di risorse di tempo e dalla specializzazione, tecnologica o procedurale, necessaria in ciascuna area di un’organizzazione siderurgica per poter comprendere a fondo e svolgere le attività operative.

Lo Steelmaster per me ha rappresentato la possibilità di allargare lo sguardo su di una realtà industriale complessa e sulle alterne vicende che ne hanno regolato l’evoluzione fino ad oggi.

Abbandonato quindi per un attimo l’approccio meramente tecnico-metallurgico, mi sono addentrato in tematiche economiche, storiche e gestionali, attraverso le lezioni tenute dalla rosa di docenti proposte nelle due settimane di Villalago di Piediluco.

D’altro canto, questa occasione di formazione ha solleticato riflessioni già abbozzate durante la mia formazione universitaria, improntata all’ingegneria gestionale e quindi dei processi. Questo concorso di eventi mi ha permesso di individuare abbastanza agevolmente nell’area della Certificazione di Qualità l’argomento della tesi da proporre a conclusione dello Steelmaster.

A tal proposito, l’occasione offertami dalla recente revisione delle norme ISO 9000:2000, battezzate anche Vision 2000, rappresentava una occasione troppo importante per poter studiare alcuni strumenti gestionali tipicamente multidisciplinari nell’ottica della definizione di un Sistema di Gestione per la Qualità calato ovviamente nell’ambito di riferimento, quello siderurgico.

Per concludere, desidero ringraziare la A.B.S. Acciaierie Bertoli Safau di Udine per l’occasione di formazione offertami, l’I.C.S.I.M. Istituto per la Cultura e la Storia d’Impresa di Terni per l’organizzazione dello Steelmaster e l’I.G.Q. Istituto Garanzia Qualità di Milano, nella persona del dott.Dario Agalbato, per il supporto offertomi nell’occasione di questa tesi.