| Alla fine della
seconda guerra mondiale molte delle problematiche territoriali ed economiche
che avevano portato dal 1870 in poi, a continui contrasti tra stati europei
erano potenzialmente ancora irrisolte. L’annosa situazione relativa alla
Lorena, ad esempio, che aveva provocato due guerre franco-prussiane nonché
motivo di contrasto poi anche nella prima e seconda guerra mondiale
permaneva; e non era l’unica. Fu in quel contesto politico che l’acciaio,
fino a quel momento, e per alcuni decenni ancora, simbolo e strumento
correlato direttamente alla dotazione strategico militare di ogni nazione,
divenne ancor più elemento determinante assieme al carbone della politica
dell’epoca. In tale contesto giunse il 9 Maggio 1950, la proposta del
ministro degli esteri francese Robert Schumann, che si prefiggeva attraverso
il controllo del carbone e dell’acciaio, di controllare militarmente gli
stati confinanti, in particolare la Germania. L’estensione di tale proposta,
ad un numero poi più ampio di stati europei, creò quel nucleo che ha portato
alla firma del trattato CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio)
nel 1951. I sei stati firmatari diedero forza e visibilità tale al trattato,
che esso è stato considerato quale base per il successivo trattato di Roma
del 1957 che istituì la Comunità Economica Europea (CEE) e che fu foriera
per i successivi cinquanta anni di un lungo periodo di pace in Europa.
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