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Fersini La chiusura dell’ILVA di Bagnoli La discussione sulla riconversione dell’area industriale di Bagnoli è argomento attualmente presente su quotidiani, riviste e pubblicazioni specializzate oltreché oggetto di dibattiti e discussioni parlamentari. D’altra parte, il vasto interesse che suscita il destino di queste aree industriali dismesse è senz’altro dovuto alle straordinarie qualità paesaggistiche e ambientali dell’area in cui, nel 1905, s’insediò l’impianto siderurgico di Bagnoli: "la piana di Coroglio", un’area pianeggiante ai piedi della collina di Posillipo che, chiusa su tre lati da rilievi montuosi, si apre verso occidente sul golfo di Pozzuoli con Capo Miseno e le isole di Procida e Ischia sullo sfondo. Ad ulteriore testimonianza dell’attualità della più ampia questione Bagnoli, si pensi ad alcuni volumi pubblicati, solo nel corso dell’ultimo anno, sull’argomento: il libro di Ermanno Rea La dismissione edito da Rizzoli (2002), quello di Francesco Erbani Uno strano italiano edito da Laterza (2002) dove la questione di Bagnoli è molto presente, il volume curato da Mariella Albrizio e Maria Antonietta Selvaggio Vivevamo con le sirene. Bagnoli tra memoria e progetto edito da La Città del Sole (2001).Tutti e tre i lavori menzionati, infatti, seppur utilizzando differenti strumenti, romanzo civile, libro intervista o biografia di un architetto e ambientalista, affrontano problematiche riguardanti lo stabilimento di Bagnoli quali le cause che portarono alla sua completa chiusura, il ruolo di Bagnoli nella formazione di una civiltà del lavoro a Napoli, il conflitto tra cultura industrialista e cultura ambientalista, il destino delle aree dismesse. In questo contesto, ed essendo comunque coinvolto nel mondo siderurgico per l’attività lavorativa, è nata l’idea di cercare di conoscere meglio le circostanze che hanno portato al completo smantellamento di uno stabilimento che, seppur facente parte di un tessuto industriale nazionale, quello siderurgico, ridottosi drasticamente negli anni ’90 nella sua capacità produttiva, rappresenta finora l’unico caso di completa dismissione di grandi impianti della siderurgia un tempo pubblica. |