LA RETE ORGANIZZATIVA DI UN PARCO TECNOLOGICO

di Filippo Cirilli

RELATORE: Prof. Angelo Pichierri

 

In passato il ruolo di promotore dell’innovazione tecnologica veniva svolto soprattutto dagli Stati Nazionali. Recentemente sia la letteratura scientifica che le politiche di sviluppo economico si sono focalizzate maggiormente sulla rilevanza della scala regionale e locale. All’interno di questo scenario, uno dei fenomeni più interessanti da osservare è quello della concentrazione spaziale delle attività ad alto contenuto tecnologico che si sta affermando non solo nei paesi più avanzati, ma anche in quelli emergenti. Per identificare queste aree di concentrazione di attività high-tech, vengono utilizzati diversi termini, come ad esempio parco scientifico e tecnologico, distretto tecnologico o cluster tecnologico, od anche valley, in analogia con la famosa Silicon Valley, ecc.

I parchi tecnologici sono sorti negli sessanta negli Stati Uniti. Negli anni settanta ed ottanta si sono diffusi, anche se con modalità diverse negli altri paesi (Giappone ed Europa, ma anche in India, dove venne costituito il famoso Parco di Bangalore).

La diffusione dei parchi tecnologici in Europa ed anche in Italia, si accompagna, soprattutto a partire dagli anni novanta (anche se il fenomeno a radici un po’ più lontane) con una aumentata importanza delle politiche di sviluppo locale. Le nuove politiche di sviluppo locale, hanno infatti evidenziato:

  1. il maggior peso delle regione e delle città nello sviluppare delle proprie politiche di sviluppo

  2. la capacità dell’Unione Europea di dialogare direttamente con le comunità locali

  3. la capacità delle comunità locali di incentivare l’arrivo di capitali stranieri

  4. la nascita di nuove agenzie territoriali per gestire i nuovi programmi di sviluppo.

 

In questo lavoro di tesi si è tracciata la struttura reticolare di un parco scientifico e tecnologico, definendone i vari attori costituenti: enti ed istituzioni locali, Università e centri di ricerca, imprese locali. Al centro delle connessioni è presente una istituzione che nasce appositamente con il parco e prende il nome di Agenzia strategica. L’agenzia strategica ha essenzialmente quattro compiti: gestire le risorse, pianificare e controllare le attività del parco preoccupandosi che il parco abbia sempre una sua identità strategica, gestire i progetti del parco e valutare le prestazioni del parco .

Come esempio pratico è stato considerato il nascente Distretto per l’Aerospazio della Regione Lazio (DTA).  Il Distretto nasce con una identità strategica ben delineata, in quanto e Istituzioni (Regione e Ministero della Ricerca) hanno già definito cinque aree strategiche prioritarie (metodologie di progettazione, materiali e tecnologie di produzione innovativi, nuove tecnologie e metodologie per apparati e sistemi spaziali di telecomunicazione e telerilevamento, nuove tecnologie e metodologie per apparati e sistemi avionici, tecnologie emergenti nella gestione del traffico aereo ed aeroportuale). Al centro dell’impresa rete è comunque indispensabile che sia presente l’Agenzia strategica. Nella fase di pianificazione e nascita del distretto il ruolo è svolto, come si legge nei documenti istituzionali, dalla Filas, la società finanziaria della regione Lazio. Quando il distretto diverrà operativo occorrerà istituire una agenzia strategica apposita, collegata alla Filas, ma rappresentativa di tutti i principali attori presenti nel distretto stesso.