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PROBLEMATICHE NEL TRASPORTO DEL ROTTAME DI FERRO IN ITALIA di Stefano Mansani
In Italia la produzione di acciaio è ripartita tra:
e la suddivisione fra queste due filiere di produzione è dell’ordine di 40% e 60% rispettivamente, rappresentando in questo un’ anomalia nel panorama europeo e mondiale, dove circa il 62% dell’acciaio proviene da Ciclo Integrale. Questo scenario anomalo deriva dalla nota riorganizzazione del panorama siderurgico nazionale che favorì la nascita di mini-acciaierie elettriche con il suo polo principale nel Bresciano. Il bacino Bresciano, nato nel dopoguerra grazie al massiccio impiego di rottame in quel periodo facilmente reperibile, consolidò nel corso degli anni il suo ruolo leader nelle produzioni di prodotti lunghi di acciaio al carbonio. Questa ascesa delle mini-acciaierie fu favorita sia dalla riorganizzazione complessiva delle imprese siderurgiche pubbliche che dall’adozione del ciclo tecnologico basato dall’accoppiata forno elettrico-colata continua. Le industrie siderurgiche Bresciane, nonostante i crescenti costi del rottame, hanno da sempre mostrato una forte vitalità commerciale e, nonostante i danni della recessione, si presentarono alla fine degli anni 90 più forti anche grazie ad una riconversione verso i segmenti di mercato a più alto valore aggiunto. Lo scorso anno l’Italia si è confermata il secondo paese produttore di acciaio nella UE, alle spalle della Germania, con 29,2 milioni di tonnellate prodotte, in crescita del 2,2% rispetto al 2004. |